Maria Lisa Cinciari Rodano




Fine della guerra e diritto di voto


La vita privata di Maria Lisa Cinciari Rodano insieme all'impegno politico: il matrimonio durante l'occupazione tedesca di Roma. La propaganda politica per le votazioni del 2 giugno 1946. La propaganda rivolta alle donne. I problemi sociali e economici del paese alla fine della guerra: l'alloggio, l'approvvigionamento dei viveri. La persistenza dell'azione politica per i diritti femminili nata nel periodo prefascista (le maestre di Montemarciano e la petizione per il diritto di voto del 1906).

soggetti famiglia, voto femminile, politica, donna, dopoguerra, popolazione in guerra, fascismo, diritti,

trascrizione Io mi sono sposata durante la resistenza, con carte false, che poi abbiamo registrato il nostro matrimonio dopo la Liberazione, ed ero.. dunque il mio primo figlio è nato nel dicembre del '45, quindi probabilmente io ero già incinta all'epoca.
Sì all'Università ci furono sicuramente dei dibattiti, delle discussioni. Io ricordo per esempio che il professor Ronca, che insegnava storia della musica.. ci furono delle riunioni in questa... nella sede della facoltà dove insegnava storia della musica, in cui si discuteva di queste cose. A dire la verità ricordo pochissimo anch'io, è difficile, insomma, sono passati 70 anni e più.
La massa delle donne aveva altri problemi, i problemi del momento erano drammatici: non si trovavano viveri, perché i prezzi erano alti, perché migliaia e migliaia di donne erano sinistrate, le case erano state distrutte, quindi si erano dovute spostare, erano sfollate, vivevano dentro alle scuole o dentro alle caserme, quindi insomma, in condizioni in cui … voglio dire i problemi che avevano erano così immediati e pesanti che mi rendo conto che non potessero pensare ad altro. Però c'era sicuramente una minoranza attiva, perché bisogna pensare che già fin dal 1906 c'era stato, per esempio, l'episodio di 10 maestre di Montemarciano, che avevano deciso di iscriversi alle liste elettorali e il giudice Mortara aveva considerato che, sulla base dello Statuto Albertino, queste donne, siccome erano diplomate o laureate, avevano i requisiti per essere iscritte nelle liste elettorali. Poi ci fu un ricorso al procuratore del re e la Cassazione cancellò loro dalla lista. E nello stesso anno ci fu una petizione sottoscritta da molte donne autorevoli, tra cui Maria Montessori per esempio, rivolta al parlamento per chiedere il diritto di voto, petizione che non ebbe mai risposta. Quindi c'era stato già prima del Fascismo un movimento tra le donne per il voto e un po' di queste donne erano ancora vive, erano ancora attive, si ricordavano il passato; certo la massa delle donne no, non era stata coinvolta prima e non è stata non si sentiva coinvolta dopo.